Le domande di protezione sociale e identitaria abilmente intercettate rimangono aperte e dolorose. Ancora carente la controffensiva per la dignità del lavoro e la riscossa dell’umano. Nel vuoto di senso, i mostri vincono.
In ginocchio il trumpismo insieme a Donald Trump. Nonostante i fiumi di dollari spesi da Elon Musk e dal resto della geniale cricca fascistoide, nonostante l’offensiva messianica di Peter Thiel, nonostante il controllo dei social media, nonostante la ridefinizione dei collegi elettorali in tanti Stati, il processo eversivo è stato fermato. In una decina di giorni, l’asse del male tra Washington, Brasilia e Tel Aviv è stato spezzato dalle spallate di popolo.
La risposta autoritaria, oscurantista e classista dell’oligarchia tecno-finanziaria-militare è respinta. La rete reazionaria transnazionale è colpita, ma non affondata. Rimane forte in Europa a causa di una classe dirigente arroccata sulla guerra permanente e sulla difesa degli interessi più forti.
Le domande di protezione sociale e identitaria abilmente intercettate rimangono aperte e dolorose. Ancora carente la controffensiva per la dignità del lavoro e la riscossa dell’umano.
Nel vuoto di senso, i mostri vincono.