Gli ultimi responsi, inaspettati, delle urne.
Una domenica storica. Prima, in Serbia, la Lista degli Studenti ha spazzato via il corrotto regime di Vucic; poi, in Brasile, il contrattacco popolare a sostegno di Lula. “Voglio ringraziare Dio e ringraziare voi, donne e uomini del Brasile … è stata la democrazia a rendere possibile che accadesse”. È stato il suo messaggio, subito dopo la conferma del risultato del secondo turno delle elezioni presidenziali.
Una rimonta incontenibile, nonostante le interferenze di Washington e il gioco sporco di Meta. La sconfitta del rampollo Bolsonaro e della cricca anti-popolare ed eversiva paterna. Qui, oltre alla borghesia compradora, va a sbattere al muro di popolo anche la strategia trumpiana e l’internazionale reazionaria.
Insomma, un evento decisivo, di portata globale.