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“Italia flessibile”, intervista di Stefano Fassina a Radio Radicale del 5 ottobre 2026.

La politica economica del Governo Meloni inasprisce il suo segno classista.

Qui il link per l’intervista completa https://www.radioradicale.it/scheda/800559/italia-flessibile-intervista-a-stefano-fassina

Il segno di classe del maggior debito pubblico. La politica economica del Governo Meloni inasprisce il suo segno classista: la lodata “prudenza” del Ministro Giorgetti è frutto di inerzia (a parte le flat tax, i condoni, i “contributi di solidarietà” agli interessi economici di riferimento delle destre).

Si può essere prudenti con una equa tassazione di profitti straordinari, in sostanza rendite maturate “grazie” a una drammatica congiuntura internazionale, nel settore energetico, delle banche e assicurazioni, della difesa, dell’industria farmaceutica. Invece, con la “clausola di salvaguardia” e connesso “scostamento” di 29 miliardi, si fa più debito. È altro debito si cerca di fare con la richiesta di “flessibilità” alla Commissione europea. Siamo a quasi il 140% del Pil, con tassi di interesse in aumento. Più debito pubblico oggi, più tagli al welfare di lavoratrici e lavoratori domani.

Ps: Equa tassazione non vuol dire interventi ad hoc su interi settori attraverso invocazioni di elemosine a banchieri ieri, petrolieri oggi, giganti della difesa domani. Vuol dire, come ho scritto spesso qui, tassazione duale sugli utili non reinvestiti, una riforma strutturale e generale.