Le risorse ci sono. È assente la volontà politica di difendere gli interessi dei lavoratori e delle famiglie della classe media.
17 centesimi in meno sul prezzo del gasolio self-service arrivato a 2,2 euro a litro. Nulla per la benzina alle soglie dei 2 euro a litro. Costo compressivo 125 milioni fino al 6 agosto. “Le risorse sono poche”, si giustifica la nostra Presidente del Consiglio. Sicuro?
Ricordo, ancora una volta, che dal 2022, i dividendi distribuiti (non gli utili reinvestiti) dalle imprese quotate alla Borsa di Milano aumentano a tassi record. Nel primo trimestre del 2026, l’incremento è stato del 13,6% rispetto all’anno precedente, 8 miliardi in più in confronto al dato record del 2025 (fonte: il Sole 24ore, 9/5/26). I protagonisti sono: imprese dell’energia, della finanza e della farmaceutica. In particolare, “Le principali banche italiane macinano maxi profitti. Nel primo trimestre, l’utile netto cumulato delle 5 big ha raggiunto 7,5 miliardi con un incremento del 10,4% rispetto all 2025” (il Sole 24ore, 13/5/26).
L’introduzione dal 2027 di un’imposta duale sugli utili non reinvestiti porterebbe nelle casse del Tesoro qualche miliardo in più all’anno. Consentirebbe di fare maggior deficit a breve per sconti significativi, compensato dalle maggiori entrate dall’anno prossimo, quindi senza pesare sul già ingente debito pubblico.
In sostanza, le risorse ci sono. È assente la volontà politica di difendere gli interessi dei lavoratori e delle famiglie della classe media.
Ps 1: Il Ministro Giorgetti afferma orgoglioso: il nostro intervento “è unicum in Europa”. Dimentica che anche i salari italiani sono un unicum: in termini reali, stanno sotto al livello degli anni ‘90 e continuano, grazie anche alle politiche economiche classiste del governo Meloni, a perdere potere d’acquisto.
Ps 2 : Prima che Israele e gli Usa scatenassero in Medio oriente l’operazione imperialistico-messianica in corso, i prezzi alla pompa erano intorno a 1,70 euro per entrambi i carburanti.