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Ha vinto la Costituzione

È stato un voto Politico. Qui, con la P maiuscola. È evidente che la mobilitazione per il No è scattata in quanto è stato compreso il senso politico e il disegno istituzionale di cui le revisioni costituzionali sull’ordinamento giudiziario erano tassello di primaria rilevanza: l’ulteriore degenerazione plebiscitaria, quindi autoritaria, della democrazia italiana.

Innanzitutto, sono state due intense, appassionanti, belle giornate di partecipazione democratica. Inaspettata, perché, ufficialmente, era su questioni ultra-tecniche, incomprensibili per i più. Un’affluenza, al 59%, quasi analoga a quella registrata nelle ultime elezioni politiche. Il No partiva in grande svantaggio: 15,7 milioni di voti per i partiti sostenitori del Si (nella maggioranza: FI, FdI, Lega, Moderati; all’opposizione: Azione, Italia Viva, +Europa); 11,2 milioni per i partiti del No (Pd, M5S, AVS). 4,5 milioni di scarto dentro il recinto delle elezioni politiche del 2022 (in realtà, almeno sulla carta, un po’ di più poiché i sedicenti riformisti del PD erano per il Si e sono stati messi in bella mostra ovunque). Tra domenica e lunedì, i No hanno superato i 14 milioni. Oltre 3 milioni in più rispetto al voto di Settembre 2022. Certo, una fettina di centrodestra avrà votato per il No, sebbene nessuna sua personalità di rilievo si sia pubblicamente espressa in dissenso dallo schieramento. Tuttavia, difficile immaginare che sia stata più larga della quota di Si arrivati dal versante sinistro. Anzi.

È stato un voto Politico. Qui, con la P maiuscola. È evidente che la mobilitazione per il No è scattata in quanto è stato compreso il senso politico e il disegno istituzionale di cui le revisioni costituzionali sull’ordinamento giudiziario erano tassello di primaria rilevanza: l’ulteriore degenerazione plebiscitaria, quindi autoritaria, della democrazia italiana. È stato chiaro l’obiettivo: il potere esecutivo assoluto, ossia “liberato” dal vincolo della funzione legislativa affidata al Parlamento (da mettere definitivamente al margine con la legge elettorale in gestazione) e dalla funzione di controllo delle magistrature (ordinaria, amministrativa, contabile).

Lo spacchettamento degli exit poll potrà fornire indicazioni meno impressionistiche, ma a me pare che alla vittoria del No abbia dato un contributo decisivo chi, a sinistra in senso lato, da tempo o giovane ai primi voti, è nell’astensione, per delusione, disincanto e rabbia, non per anti-politica o apatia politica. Soltanto la minaccia alla Costituzione —l’ultima trincea della democrazia sostanziale, il simbolo della passione politica, della libertà, della dignità del lavoro, della giustizia sociale e, in una stagione drammatica, della PACE— lo porta o riporta all’urna. Nel referendum sui capisaldi della Carta fondativa, in gioco anche se non esplicitamente sulla scheda, vota. È sicuro di colpire perché non deve delegare, non deve passare per la mediazione di partiti e candidati, quindi vota. Pd, M5S, AVS, con le e i loro leader in testa, hanno fatto un grande lavoro. Vanno ringraziati. I milioni di “astensionisti motivati” hanno fatto la differenza. Attenzione: non sono riacquisiti nell’area progressista. Senza un salto di qualità dell’offerta politica non ritornano a votare per le prossime elezioni politiche.

Infine, ma non ultimo, ripropongo la riflessione sulle modifiche della Costituzione a colpi di maggioranza. Quest’ultima volta, con la completa esclusione del Parlamento. Evento inedito. Umiliante. Quattro passaggi tra Camera e Senato senza alcun emendamento, neanche dalle fila del centrodestra, sul testo approvato dal Governo. La strada sbagliata e pericolosa l’aprì, nel 2001, il centrosinistra con la sciagurata revisione per l’autonomia differenziata. Da allora, l’hanno seguita prima Berlusconi nel 2006 poi Renzi nel 2016. Entrambi i tentativi si sono schiantati contro il popolo sovrano, custode della Costituzione. Oggi, il frontale l’ha fatto Giorgia Meloni e, con lei, Antonio Tajani, Matteo Salvini e i cosiddetti vertici centristi. Sarebbe ora, sull’intero emiciclo, di maturare una sana cultura costituzionale. La Costituzione vince!