Una casa per ogni famiglia

Una casa per ogni famiglia

 

I dati sulle famiglie in precarietà abitativa sono agghiaccianti: 650.000 famiglie collocate nelle graduatorie comunali, quindi certificate dai comune come aventi diritto ad una casa di edilizia residenziale pubblica a canone sociale; tra le 60.000 e le 70.000 le sentenze di sfratto emesse ogni anno, nel 90% motivate da morosità incolpevole; circa 35.000 gli sfratti eseguiti ogni anno con l’ausilio della forza pubblica. L’Italia ha, in rapporto alla media europea calcolata sul patrimonio residenziale, circa un quarto di appartamenti di edilizia residenziale pubblica. Sono almeno due decenni che è assente qualsivoglia programma nazionale per l’edilizia residenziale pubblica.

 

Programmi di edilizia residenziale pubblica:

Il diritto all’abitare è diritto fondamentale, da includere nell’insieme delle prestazioni essenziali da garantire, tanto più in una fase storica segnata da lavori precari e sottopagati e da un diffuso e elevato livello di disoccupazione. L’alloggio sociale si configura, quindi, come servizio di interesse generale. Le politiche pubbliche devono garantire un alloggio salubre e adeguato a nuclei famigliari che non hanno possibilità, per motivi economici di accedere al mercato.

l soggetti promotori dei programmi di edilizia residenziale pubblica sono lo Stato, le Regioni e i Comuni, nonché gli istituti o enti pubblici regionali operanti nel settore dell’edilizia residenziale pubblica e i soggetti pubblco/privato che realizzano interventi per alloggi sociali a canone agevolato.

I programmi di edilizia residenziale pubblica di interesse nazionale sono destinati alle famiglie nelle graduatorie per un’abitazione a canone sociale e a particolari categorie quali gli studenti fuorisede.

I programmi di edilizia residenziale pubblica sono vincolati a “consumo di suolo zero”, all’utilizzo di materiali ecocompatibili e fonti di energia rinnovabile e alla rimozione delle barriere architettoniche. Negli ambiti di trasformazione urbana è prevista la cessione gratuita di aree o immobili da destinare a edilizia residenziale pubblica, in rapporto al valore  e all’entità della trasformazione.

 

L’obiettivo primario di politiche abitative pubbliche è il recupero di immobili pubblici inutilizzato o in stato di degrado anche attraverso l’autorecupero.

Viene istituito l’Osservatorio nazionale della condizione abitativa necessario per dotare l’Italia di un supporto indispensabile per politiche abitative che siano adeguate al fabbisogno reale;

Viene istituito un unico canale di locazione, basato sugli accordi locali tra associazioni dei proprietari e sindacati inquilini e mantenendo la cedolare secca ai soli contratti agevolati. I contratti di locazione a libero mercato possono essere stipulati esclusivamente per immobili di lusso e di pregio.

Per il contrasto alle locazioni in nero, è previsto che i corrispettivi delle locazioni siano pagati in maniera tracciabile ad esclusione delle locazioni di edilizia residenziale pubblica e delle grandi proprietà edilizie.

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