Assemblea Nazionale di Patria e Costituzione, Ordine del giorno dell’8 Settembre 2019

Assemblea Nazionale di Patria e Costituzione

Ordine del giorno

Roma, 8 Settembre 2019

Siamo a un passaggio di fase. Nel biennio 2016-2018, dalla Brexit, all’elezione di Trump, alla bastonata sul referendum costituzionale in Italia, al filotto di elezioni politiche nazionali segnato dall’avanzata dei partiti denigrati e esorcizzati come “populisti” e “sovranisti”, è diventata evidente l’insostenibilità del quadro regolativo liberista globale e europeo. Tuttavia, larga parte delle classi dirigenti va avanti come “sonnambuli” e si rasserena per “l’avanzata, ma non lo sfondamento” conseguito dai “barbari” alle elezioni europee. Risponde con qualche misura di attenuazione della sofferenza sociale diffusa e con un insidioso, ma illusorio, tentativo di cooptazione e normalizzazione dei partiti e dei governi fuori linea. Provano a rilegittimare T.I.N.A., nonostante gli insostenibili effetti economici e ambientali: o il regime liberista o un ordine autoritario, pericolosamente tendente al fascismo, come enfatizzato dalla sinistra identitaria, senza funzione storica.

È il tentativo portato avanti anche con il governo Conte 2: si rimarca la discontinuità con il Conte 1, mentre si rafforzano i tratti di continuità con la stagione precedente. Ma il passaggio è complesso e contraddittorio. Va, infatti, riconosciuto, grazie al neo-nato esecutivo, l’avvio della ricostruzione degli argini costituzionali forzati dalla Lega: la centralità del Parlamento, la declinazione costituzionale dell’autonomia differenziata, una legge elettorale adeguata a dare rappresentanza al pluralismo sociale e culturale.

In sintesi, la crisi politica e istituzionale di agosto ha rimesso in moto lo scenario politico italiano nella “grande trasformazione” in corso. È richiesta analisi differenziata, attenzione anche alla tattica politica, oltre che alla strategia.

Nel mutato quadro di fase, il percorso iniziato un anno fa con l’associazione Patria e Costituzione incontra maggiori potenzialità, ma anche maggiori rischi. I due giorni di scuola politica alle Frattocchie sono stati un’ottima occasione di formazione di giovani classi dirigenti, elemento costituivo di una politica fondata, innanzitutto, su autonomia culturale. L’esperienza ci ha rafforzato nella nostra determinazione a coltivare, oltre all’elaborazione politica e culturale, l’iniziativa politica diretta.

Da qui, avviamo la fase costituente per far evolvere Patria e Costituzione da associazione culturale in vero e proprio movimento politico. Un movimento politico autonomo, ma non autoreferenziale sul versante elettorale, con l’ambizione di ridare valore sociale e politico al lavoro, condizione necessaria per la conversione ecologica dell’economia e della società e per ricostruire il primato della Costituzione sui Trattati europei, a partire dalla sovranità popolare. Un movimento per il femminismo radicalmente alternativo al liberismo. Un movimento per rappresentare le fasce di popolo delle periferie esistenziali, economiche e sociali, non solo urbane.

Continuiamo a andare controcorrente. Sul piano politico-istituzionale, proviamo a farlo nell’interazione con la maggioranza M5S-Pd-LeU, consapevoli dei connotati strutturali, delle constituency di riferimento e dell’impianto culturale dei protagonisti. Sul governo Conte 2, adottiamo una posizione di attenzione critica. Con le migliori energie dei movimenti e delle organizzazioni della cittadinanza attiva, con gli altri settori parlamentari critici, in particolare nel M5S, proveremo a resistere all’offensiva restauratrice e a invertire la rotta rispetto all’europeismo liberista dominante nell’ultimo trentennio. Il rischio di un “governo Orsola”, addolcito da un po’ di flessibilità sul deficit di bilancio, è forte. Ma bisogna pure riconoscere il valore costituzionale dell’interruzione della deriva guidata dalla Lega.

  • Per costruire il nostro movimento, proponiamo un percorso politico e organizzativo per arrivare in primavera al congresso fondativo. Il percorso è articolato come segue:
  • Avvio, anche attraverso campagne tematiche (“una casa per tutti”, “Lavoro di Cittadinanza”), dell’iscrizione al movimento politico;
  • Creazione di un coordinamento del movimento composto da una decine di persone. A queste verranno assegnate responsabilità di carattere tematico e operative.
  • Creazione di gruppi di lavoro su diverse questioni chiave, a partire dalla forma-partito e dal programma.
    • Il gruppo di lavoro sulla forma partito ha lo scopo di redarre un codice organizzativo e di un codice etico contenente i principi di funzionamento del movimento e di condotta per i militanti. Le proposte saranno sottoposte alla discussione al primo congresso del movimento.
    • Il gruppo programma ha la finalità di preparare un documento di indirizzo ideologico e politico del movimento. Anche questa proposta sarà sottoposta al primo congresso del movimento.
  • Creazione di gruppi locali, a cominciare da una serie di esperimenti pilota per poi progressivamente espandersi a tutta la Penisola. A tale scopo, verrà redatto un regolamento sul funzionamento dei gruppi locali per garantire chiarezza e trasparenza su compiti e ruoli.
  • Rafforzamento dei gruppi già operativi a cominciare da quello sulla comunicazione, responsabile per la comunicazione sui social, ufficio stampa, video, ecc.

Invitiamo tutte le sostenitrici e i sostenitori a scommettere intelligenza e passione politica sul movimento e sulla sua capacità di rispondere alla crisi di rappresentanza nel nostro paese. Un dato di fondo deve essere chiaro: per fare rilevanti passi avanti, abbiamo dell’apporto e dell’entusiasmo di tutte e tutti.