Intervista a Mélenchon «Siamo con i gilet e per il sovranismo, ma del popolo»

Una bella intervista di Francesco Campolongo e Loris Caruso, per Il Manifesto, a Jean-Luc Melénchon, il leader de La France Insoumise. Da segnalare alcuni passaggi in discontinuità con il paradigma culturale delle sinistre riformiste e radicali. Sulle relazioni con l’Ue e l’euro-zona,

Siamo per l’uscita dai Trattati europei. Questi Trattati impediscono gli investimenti necessari per la transizione ecologica, distruggono i diritti sociali e i servizi pubblici, mettono al di sopra di tutto il dogma della competizione, determinano un quadro in cui è impossibile realizzare politiche sociali ed ecologiche. Se noi dovessimo arrivare al potere nel nostro Paese avremo come obiettivo imprescindibile l’applicazione del nostro programma, e proporremo per l’Europa la fine di queste regole assurde. Tra i Trattati e la sovranità popolare sceglieremo la sovranità popolare.

Sulla complessa questione delle migrazioni,

[L]’esilio forzato di milioni di persone non è desiderabile, prima di tutto per loro. Bisogna guardare alle nostra responsabilità rispetto a questi spostamenti di intere popolazioni: lo sfruttamento economico della nostre aziende, gli accordi di libero scambio imposti ai paesi del Sud, le guerre della Nato.

La nostra politica è finalizzata alla possibilità che le persone non debbano partire da casa loro. Chi rivendica il diritto d’insediamento e l’abolizione delle frontiere non si pone il problema della ragioni per cui le persone partono, non gli importa che l’esilio delle classi medie istruite dai paesi di emigrazione sia un saccheggio di cervelli, e abbandona un principio essenziale dell’internazionalismo: il diritto di vivere e lavorare nel proprio Paese.

Sono anche punti distintivi di Patria e Costituzione, scritti nel “Manifesto per la sovranità costituzionale”, firmato insieme a Senso Comune e Rinascita!. Linee guida valide per ricostruire una forza politica di popolo anche in Italia.

Qui puoi trovare l’intervista completa