Nasce in Francia il movimento “Rèpublique Souveraine”

Dopo mesi di preparazione il movimento “République souveraine” ha avuto il suo battesimo ufficiale il 23 marzo a Parigi.

Un movimento “patriotico, sovranista, sociale ed ecologico” fondato da Djordje Kuzmanovic ex-responsabile esteri della France Insoumise, che ha rotto con Mélenchon. Era stato, mesi fa, smentito pubblicamente dal leader della France Insoumise a causa del suo sostegno alle tesi di Aufstehen della Wagenknecht sull’immigrazione, e non era stato inserito nella lista della FI per le elezioni europee.

L’obiettivo fondamentale del nuovo movimento è quello di creare, di fronte al blocco delle élites – ultraliberale, europeista ed atlantista -, una nuova forza capace di aggregare intorno ad uno zoccolo comune, nella logica del Consiglio Nazionale della Resistenza.

Secondo Kuzmanovic: “né l’unione della sinistra, né l’unione delle destre salveranno la Francia ed il popolo francese. Questa alternativa non interessa il popolo. Occorre radunare il popolo per ridargli la sua sovranità, e “République Souveraine” nasce per opporsi al blocco elitario incarnato da Macron”.

All’assemblea hanno partecipato, appunta scrupolosamente il sito del movimento, 132 persone.

La sovranità è il punto. “Il popolo francese ha perso la sua sovranità a favore di istanze sovranazionali come l’Unione europea. Con noi, nessuna ambiguità come con la France Insoumise, con il suo Piano A-Piano B; noi, sia chiaro, usciamo unilateralmente dai trattati, in particolare da quello di Lisbona, e rinegoziamo nuovi trattati. Se la Commissione non è d’accordo, ce ne andiamo, lasciamo l’UE!” spiega uno degli oratori intervenuti.

La sovranità nazionale rappresenta il preambolo necessario per potere mettere in essere qualsiasi politica conforme alle scelte del popolo francese. È stata denunciata – anche in riferimento al movimento dei Gilets jaunes – la dipendenza attuale della giustizia nei confronti del potere esecutivo, una giustizia segnata da gravi lesioni allo Stato di diritto e dalla corruzione delle élites al potere.

Per l’avvocato Régis de Castelnau, cofondatore del movimento, la sovranità si deve riconquistare anche dentro la Repubblica, in particolare con il Référendum d’Initiative Citoyenne, il famoso RIC richiesto a furor di popolo da ben 20 settimane dai Gilets jaunes.

Il tema dell’immigrazione, principale punto di dissenso tra questi militanti e la sinistra radicale identitaria e multiculturalista, è affrontato di petto da Haja Rasolonjatovo, un ex-aderente del Parti de Gauche, lui stesso immigrato proveniente dal Madagascar: “occorre affrontare la questione dell’immigrazione senza lasciarsi trascinare dalla passionalità. La scelta non è tra chi vuole accogliere chiunque e chi non vuole accogliere nessuno. Non è così che funziona.” Kuzmanovic sviluppa il ragionamento: “noi difendiamo il diritto d’asilo per quelli che sono entrati legalmente nel nostro territorio, ma vogliamo soprattutto affrontare il problema alla radice: occorre consentire all’Africa di svilupparsi economicamente per consentire alla sua gioventù di vivere dignitosamente sul suo suolo.” Rasolonjatovo spiega che, ad esempio, il Madagascar perde enormi risorse a causa dello sfruttamento dei giacimenti da parte della Total.

La sovranità, spiega il Presidente di République souveraine, Kuzmanovic, non è un fine in se ma un mezzo per potere rendere operativo il programma sociale, laico ed ecologico del movimento: ”la questione ambientale è la grande sfida del XXI secolo. La sola soluzione per rispondervi è la pianificazione ecologica”.

Il movimento non si presenterà alle elezioni europee, ma punta a quelle municipali che seguiranno.

La sfida è dunque lanciata.

Per documentarsi, vedere il sito: www.republique-souveraine.fr

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