IN BELGIO, FORTE AVANZATA DEL PARTITO DEL LAVORO ALLE MUNICIPALI

Domenica 14 ottobre si sono svolte in Belgio le elezioni municipali che hanno registrato un forte progresso delle liste del Partito del Lavoro del Belgio (PTB/PVDA) e, in misura meno estesa sul territorio, degli ecologisti che conseguono peraltro ottimi risultati nelle città di Bruxelles (16,8%) e di Anversa (18,4%). I partiti tradizionali (socialisti, liberali ed i centristi cristiani) sono diminuiti nelle preferenze degli elettori. Con una certa differenza tra le regioni francofone e quelle fiamminghe, le prime si sono spostate più a sinistra, le seconde sono rimaste ancorate a destra.

Nella vecchia area industriale della Wallonia il PTB ha fatto irruzione sostituendo in parte la presenza dei socialisti che nella regione francofona passano dal 32% al 25%. In questa regione e a Bruxelles i partiti della maggioranza di governo perdono complessivamente più del 15%.

Ecco i risultati delle principali città per questo partito della sinistra marxista belga:

 

Città 2018
%
2012
%
Differenza
Bruxelles 11,58 1,56 +10,02
Anderlecht 14,61 1,69 +12,92
Schaerbeek 12,66 3,35 +9,31
Charleroi 15,73 3,42 +12,31
La Louvière 15,54 4,86 +10,68
Liegi 16,32 6,41 +9,91
Seraing 24,21 14,07 +10,14
Anversa 8,70 7,97 +0,73
Louvain 4,6 2,84 +1,76
Gand 7,1 2,91 +4,2

Grande la soddisfazione del segretario del PTB/PVDA, Peter Martens: “siamo riuscire ad imporre dei temi che non avrebbero trovato riscontro senza la nostra campagna. Gli alloggi sociali di qualità. Il trasporto pubblico urbano gratuito e la sua importanza per l’ecologia. La riduzione del 50% dello stipendio dei sindaci nelle grandi città, perché gli eletti devono vivere come il popolo e non in un altro mondo.”

Il PTB/PVDA (Parti du Travail de Belgique/Partij van de Arbeid van Belgie) è un partito unitario, cioè non diviso su base linguistica come molti altri partiti belgi. Il suo slogan: “Prima la gente, non il profitto”. Nasce alla fine degli anni ’60 come partito ultra minoritario maoista. Fondato da gruppi studenteschi, sostiene e partecipa con grande impegno, agli inizi degli anni ’70, ad un importante sciopero nelle miniere di carbone, raccogliendo viceversa un risultato elettorale da prefisso telefonico. Diventa il PTB nel 1979.  Dopo un’ampia riflessione autocritica nel 2008 diventa un partito marxista riformista, definendo la sua collocazione precedente come “settaria” e puntando su campagne concrete quali quella per abbassare il costo dei medicinali, la riduzione dell’IVA sui prodotti energetici dal 21% al 6%, l’aumento dei minimi di pensione, un migliore controllo sugli affitti, e così via.

Il suo attuale segretario, Peter Mertens, laureato in sociologia, è un ex operaio del settore delle pulizie. La svolta ha prodotto innanzitutto un aumento degli iscritti (oggi sono 14mila – per fare un paragone il Partito socialista belga ne contava 60mila nel 2016) e poi dei voti.

Si tratta di un partito molto strutturato, con sezioni nei luoghi di lavoro (a cui viene dedicata una cura particolare – presenza in 120 aziende), territoriali (sezioni in 140 città), un’organizzazione giovanile (Redfox 14-18anni), studentesca (COMAC – Students for change), i pionieri (6-16 anni), ambulatori popolari (Medicina per il popolo), una rivista teorica mensile (Solidaire), un quotidiano on line (www.solidaire.org),  ecc…

Ultimamente il Partito ha aperto un dialogo con la France Insoumise. Il suo segretario, Mertens, ha anche partecipato all’università d’estate di Marsiglia della FI a fine agosto 2018.

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